"That 'old book' smell" di myles.tan è concesso con licenza CC BY-NC-ND 2.0 .
Curiosità,  Libri

L’aroma dei libri

Chi ama i libri lo sa: il profumo delle pagine — sia nuove che vecchie — è una delle parti più irresistibili dell’esperienza di lettura. Quel mix inconfondibile di note dolci, vanigliate o vagamente floreali non è un mito: ha radici chimiche ben precise.

Fonte

Un cocktail di composti volatili

Quando sfogli un libro, quello che percepisci non è un solo odore, ma centinaia di composti organici volatili (VOC) che si liberano nell’aria.
Questi composti sono generati da due principali processi:

  1. La produzione del libro
    • Carta, inchiostri e colle contengono sostanze chimiche che rilasciano VOC fin da subito.
    • Durante la lavorazione della carta vengono usati additivi come alchil chetone dimero (AKD) per renderla resistente all’acqua, o perossido di idrogeno per sbiancarla; anche questi influiscono sul profumo percepito. Fonte
  2. Il naturale invecchiamento
    • Con gli anni, la carta subisce degradazione chimica: cellulosa e lignina si rompono e producono nuovi composti volatili.
    • In particolare, la lignina dà origine a molecole come benzaldeide (odore di mandorla), vanillina (odore di vaniglia), toluene ed etilbenzene (note dolci/pungenti) e 2-etilesanolo (effetto leggermente floreale).

Vecchio o nuovo? Due profumi diversi

Libri nuovi

Il cosiddetto new book smell è soprattutto dovuto ai VOC rilasciati subito dopo la produzione dalla carta, dalle colle e dagli inchiostri. Poiché ogni casa editrice e tipo di carta usa materiali diversi, non tutti i libri nuovi profumano allo stesso modo.

Libri vecchi

Con il tempo, i composti chimici nella carta si degradano, producendo un aroma più complesso e spesso percepito come caldo, dolce, quasi nostalgico. La quantità di lignina presente (maggiore nelle carte più antiche) intensifica queste note.

Un profumo che racconta una storia

Questo odore non è solo piacevole: racconta la storia del libro. Alcuni composti come il furfurale aumentano con l’età e possono persino servire ai restauratori per capire la condizione e l’età di un volume.

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